Leggo su La Repubblica una notizia che così titola: “USA, una statua per l’icona transgender Marsha P. Johnson. Sorgerà al posto di quella di Colombo”.
Superfluo ribadirlo, per loro è del tutto normale che si abbatta la statua di Cristoforo Colombro e che al suo posto si innalzi una statua dedicata al transgender Marsha P. Johnson. Transgender che a differenza di Colombo altro merito non ha se non quello di aver varcato il proprio sesso e di essere divenuto ciò che desiderava essere trasformando il desiderio individuale in nuova norma a cui conformarsi.
Si possono fare alcune considerazioni sul tema. Questa vicenda ben cristallizza l’essenza di quello che è il tramonto dell’occidente. La cultura della cancellazione propone di far valere una forma di anticonformismo che in realtà è massimamente conforme all’annichilimento dei valori e di svalorizzazione di tutto ciò che ha reso grande l’occidente.
Distruggono ogni simbolo, ogni immagine della cultura occidentale giudicata come illegittima, poco importa se poi in realtà questo movimento sia lo stesso dei mercati che devono abbattere ogni limite che possa frenare il libero scorrimento della merce. Ed è per questo che si celebrano come eroi personaggi che sono l’essenza stessa del capitale.
La chiamano cultura del progresso, in realtà è semplicemente il culto regressivo del progresso.
RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro
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