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Ora abbiamo la conferma che i numeri su cui ha deciso il Governo erano sbagliati ► Cagnoli

Siamo a giugno, il mese che secondo alcune previsioni avrebbe dovuto segnare l’Italia con una pesante seconda ondata di malati in terapia intensiva. Al momento, tuttavia, la situazione appare invece sempre più confortante. Il dato però che non passa inosservato è che su questi modelli che ad oggi mostrerebbero la loro fallibilità sono state prese delle decisioni che hanno tanto influenzato le vite degli italiani, ciò da un punto di vista sociale ma certamente, e ancor più seriamente, dal punto di vista economico.

Sull’inattendibilità del modello di previsione, si era espresso in modo chiaro e diretto, ai nostri microfoni, Giovanni Cagnoli, presidente della Holding Carisma. “Il Governo sta decidendo su numeri pesantemente sbagliati del Comitato Scientifico – aveva detto il 30 aprile – è molto grave che vengano prese le decisioni su questi numeri, molto grave”.

Oggi, in pieno mese di giugno che non si è rivelato disastroso come previsto, Stefano Molinari e Luigia Luciani gli hanno chiesto che cosa ne pensa di quanto accaduto. Ecco la sua intervista.

CAGNOLI LO AVEVA DETTO AD APRILE ► “Modelli di previsione totalmente sbagliati”. Perché oggi nessuno chiede scusa?

“I problemi sono due, lo avevo detto un mese e mezzo fa, il primo è che non si sia data trasparenza al modello che veniva usato. Il secondo che i parametri erano sbagliati, ma non lo ammetteranno mai. Sarebbe bene che qualche politico chiedesse illuminazioni su questo. Io ricordo che questi signori hanno decretato una serie di scelte molto pesanti per tutti noi, quindi non è solo un errore di modello. Su questo hanno fatto delle scelte che hanno condizionato gli italiani per mesi.

A mio avviso hanno fatto delle scelte semplicemente di paura, hanno deciso di evitare qualsiasi rischio andando dietro a questi signori che hanno sbagliato. Ma non si scuseranno anche se è evidente che i numeri sono totalmente diversi da quelli previsti.

C’è una visione del cittadino italiano come di una persona ignorante e a cui non si può parlare. Se ci avessero detto quali erano i rischi e le responsabilità che di prendevamo, ci sarebbe stata una risposta positiva. Per qualche strano motivo gli italiani vengono considerati irragionevoli, incompetenti o incapaci di avere un comportamento responsabile. Una presunzione di superiorità della classe dirigente rispetto al cittadino medio che a mio avviso invece è molto più responsabile e a volte competente della classe dirigente”.


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