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Ministro Bellanova ► “No a sciacalli, ho chiesto controllo di prezzi alimenti. Chi riceve risorse dallo Stato si metta a disposizione”

In questo momento di massima emergenza – a fronte della chiusura della quasi totalità delle attività – sono due i settori che stanno trainando l’Italia nella lotta contro il coronavirus, quello della sanità e quello agroalimentare.

Naturalmente medici e infermieri sono impegnati in prima linea per combattere e curare il coronavirus, dall’altra parte milioni di addetti della filiera alimentare cercano di garantire agli italiani i beni alimentari necessari.

Sulla situazione del settore in questa emergenza Covid-19 abbiamo intervistato il Ministro alle politiche agricole e alimentari Teresa Bellanova.

Ecco cosa ha detto a ‘Lavori in Corso’.

“Il settore agroalimentare è quello che sta permettendo a questo paese, insieme alla filiera sanitaria, di avere momenti di salvaguardia della vita delle persone. La sanità sta facendo tutti gli sforzi per contenere e curare il virus, la filiera alimentare da alle persone di avere spazi di normalità. Centinaia di migliaia di aziende e milioni di persone stanno svolgendo una funzione “istituzionale”, grazie a loro possiamo mantenere la nostra normale e corretta alimentazione. Non c’è motivo di fare la spesa in modo disordinato, perché la filiera alimentare viene garantita e le persone non hanno bisogno di andarsi ad accaparrare più prodotti che daranno vita ad uno spreco ingiustificato e ingiusto.

Riguardo ai prezzi ho chiesto che ci sia un monitoraggio perché nessuno deve fare sciacallaggio in un momento di emergenza. Nessuno deve pensare di speculare o di adottare pratiche sleali.

Ho chiesto che le grandi catene assumano personale perché se chiediamo alle persone di fare la spesa con l’ingresso dilazionato è evidente che c’è bisogno di tempi di apertura più lunghi al pubblico. Siccome non dobbiamo sottoporre i lavoratori a turni ancora più massacranti, dobbiamo porci il problema di avere il numero di persone che garantiscano l’allungamento dell’orario. E’ la ragione per cui chiedo che le persone che percepiscono risorse dallo Stato – come il reddito di cittadinanza – possano mettere il loro tempo a disposizione dello Stato aiutando la catena della distribuzione consegnando i prodotti a domicilio”.


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