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Red Ronnie ► “L’unica cosa che ci ricorderemo è il graffio di Morgan. Jebreal e Benigni…”

Il 13 febbraio è la Giornata Mondiale della Radio, il World Radio Day, promosso dall’UNESCO, un evento che serve a tutelare, proteggere e promuovere il mezzo di comunicazione più utilizzato al mondo.

Nonostante di anno in anno, venga data per finita, la radio (Radio), trova sempre la capacità di innovarsi, restando fedele alla sua missione, accompagnare la vita delle persone.

Qual è il futuro delle radio? I giovani continueranno ad ascoltare la radio? I grandi network radiofonici riescono ancora ad essere innovativi?

La Giornata Mondiale della Radio è stata celebrata anche durante ‘Lavori in Corso’ con uno dei personaggi più noti del panorama radiofonico nostrano e non solo, Red Ronnie, ecco l’intervista

“La giornata mondiale della radio è una commemorazione, in alcuni casi le radio non esistono più, i grandi network che mandano quella marmellata musicale informe non sono più radio.

Solo nelle radio underground esiste ancora lo spirito della radio.

Il presente delle radio sono le radio che dicono qualcosa, la Zanzara di Cruciani funziona perché, anche se ti fa schifo, accade qualcosa. La radio deve essere interazione con il pubblico, deve essere discorso, deve farti compagnia.

Spotify? Hanno cancellato la curiosità nel pubblico di ascoltare cose che non conoscono. Quando ho iniziato io con le prime radio libere noi mettevamo in onda le cose che la Rai non metteva in onda. Spotify ha manipolato gli algoritmi per dire ‘se voglio rosicchiare pubblico alle radio cosa debbo fare? Mettere la musica che le radio non mettono e renderla importante’ e ha reso importante musica di merda. Però sono riusciti nell’intento di portare via pubblico giovane alla radio.

Le radio piccole cosa fanno? Rtl va forte, Deejay va forte, copiamo questa playlist, non hanno capito niente, se noi avessimo copiato la playlist della Rai non saremmo mai cresciuti, devi creare l’alternativa, devi dare qualcosa che non c’è in giro.

La radio è qualcosa di molto caldo, ti deve portare a conoscere qualcosa che non conosci e quando lo conosci devi dire, cavolo ho sentito qualcosa che mi ha fatto pensare, i grandi network non sono più così.

Tutto è radio, i podcast sono radio, la telefonata è radio.

Sanremo? Cosa rimane di quest’ultimo Sanremo? Rimane l’improvvisazione di Morgan, tanto è vero che il suo testo è entrato anche nella pubblicità della Durex. Dell’ultimo Sanremo non ti rimane la marmellata di tutti i ritornelli che tu canticchi ma poi spariranno, ti rimane l’improvvisazione di Morgan, il graffio che ha fatto Morgan. L’unica cosa vera in un Sanremo in cui tutto era stato scritto e preparato, perfino il monologo di Rula Jebreal era stato scritto da Selvaggia Lucarelli, Benigni ha letto una cosa che era nella Bibbia.


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