La Lazio ha battuto anche il Bologna, infilando l’ennesimo risultato utile e soprattutto conquistando la testa alla classifica. Una soddisfazione grande – perché l’ultima volta nel girone di ritorno era successo nel giorno dello scudetto – per un popolo che ha accompagnato la squadra verso un traguardo straordinario.
La Lazio ha vinto con venticinque minuti di calcio ad altissimo livello, uno spettacolo, con un giocatore che è oggi il più importante e decisivo del campionato: Luis Alberto. Sì, perché in una serie A di fuoriclasse e grandi calciatori, Luis Alberto è comunque un’eccellenza assoluta, per il suo modo di stare in campo, l’eleganza e l’efficacia, la capacità di fare tre ruoli nella stessa partita. Play maker, rifinitore e goleador nello stesso momento: un gigante.
Ma tutta la Lazio, a cominciare naturalmente da Inzaghi, merita l’applauso più fragoroso. Perché a battere il Bologna (un abbraccio a Mihajlovic) è stato un gruppo che sa cosa vuole e come andare a prenderselo, con i cosiddetti titolari che sono affiancati da alternative assolutamente all’altezza.
Lazio dunque prima, regina. Tutti in piedi per gli applausi.
Alessandro Vocalelli
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