Il primo italiano positivo al coronavirus è uno dei 56 connazionali rimpatriati da Wuhan, era in quarantena nella città militare della Cecchignola, ora invece è stato trasferito allo Spallanzani. Il giovane, 29 anni, è un ricercatore originario della provincia di Reggio Emilia.
L’uomo sembra sia stato a Wuhan solo un giorno, è bastato davvero poco infatti per contrarre il virus. Dopo i primi sospetti i test hanno confermato il primo contagio da n-CoV2019.
Il rischio che il virus si diffonda in Italia è concreto? Cosa succede ora agli altri italiani sul volo di ritorno dalla Cina? Ci sono rischi per il personale medico che si occupa (e si è occupato) di lui?
“Se io mi infetto, nel momento in cui mi infetto non ho carica virale perché appena affetto, nei giorni successivi potrebbero cominciare a comparire i sintomi o potrebbe darsi che il mio sistema immunitario sconfigga il virus. Quando iniziano i primi sintomi posso essere sempre più infettante, senza sintomi però difficile che si diffonda.
Non dobbiamo allarmare ma dobbiamo anche essere realisti.
La cosa che non mi stancherò mai di ripetere è che il virus al momento non circola in Italia, non vi è stato nessun contagio su territorio italiano, non posso garantire che nei prossimi giorni non possa avvenire però le misure che abbiamo preso sono tali che abbiamo ridotto il rischio, non può essere 0 ma è vicino.
Non andare al ristorante cinese è una delle stupidaggini più grandi che abbia mai sentito, il virus non si diffonde con il cibo.“
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