Gianluigi Paragone è fuori dal Movimento 5 Stelle. Lo ha deciso il collegio dei probiviri, l’organo interno al partito che si occupa di controllare e prendere provvedimenti nei confronti di chi viola le regole interne al Movimento.
Ai nostri microfoni la replica del Senatore: “Farò ricorso”.
Chiariamo una cosa: ho fatto una scelta della quale non sono pentito e della quale sono ancora innamorato. Io sono ancora innamorato del programma elettorale con cui sono stato eletto e su cui ho fatto la campagna elettorale.
Io lì dentro ci sono ancora. Ho contestato e contesto quello che per me è il nulla: la decisione della burocrazia, dei probiviri, del capo politico, di chi sta interpretando il Movimento come un movimento di palazzo.
Farò ricorso.
Io non considero il Movimento 5 Stelle il nulla, il nulla per me sono i burocrati che hanno voluto accelerare con una espulsione e che hanno rinnegato quella che era il mio sentire rispetto al programma elettorale.
Io penso di essere un interprete anti-sistema. Passare alla Lega? Se sono anti-sistema non posso andare con altre forze. Non posso stare con una forza che mi dice che Mario Draghi è il Presidente della Repubblica o che comunque non mette neanche in discussione il fatto della reversibilità dell’Euro. Salvini ultimamente ha detto che l’Euro è irreversibile.
Se una forza come il M5S è anti-sistema deve iniziare dalle piccole cose, come la puntualità nelle rendicontazioni.
Io sono un movimentista, poi se qualcun’altro interpreta secondo logiche di palazzo e burocrazia è un problema suo.
A me vanno bene i probiviri, ma devi essere probo, corretto, uguale per tutti. Sono stati aperti circa 100 casi, non c’è stata la stessa solerzia con cui hanno trattato il mio caso.
Il problema è: Paragone è un rompicog**ni che dà fastidio, quindi è meglio espellerlo.
Di Maio? Se non fosse d’accordo si dovrebbe dimettere immediatamente perché vuol dire che come capo politico è la sua tomba. Lui ha ratificato una scelta e un metodo.
Io non voglio un Movimento addomesticato, altrimenti non avrei fatto questa battaglia. Io voglio un po’ di sana ribellione. Dentro il Paese questa ribellione c’è, o se ne rendono conto o il paese ci presenterà un conto socialmente preoccupante perché la somma di queste disperazioni e di queste ingiustizie si riverserà in piazza”.
ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE
LEGGI ANCHE:
Zelensky, attore nato con la N maiuscola e prodotto in vitro di Washington se non…
Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, morto nella notte all’età di 66…
Ieri sera, mentre le notizie dalle spiagge di Ceuta continuavano ad arrivare a raffica, su…
Volevo lasciare un pensiero oggi senza commentare i giornali, ma volevo dedicare questo pensiero agli…
Anthony Fauci ha scelto il silenzio. Mercoledì 29 luglio, davanti alla Senate Homeland Security and…
Un episodio di cronaca nera consumatosi a Roma lo scorso 18 luglio si fa protagonista…