Sono momenti difficili per il Movimento 5 Stelle, in crisi più che mai con se stesso e confuso tra l’anima populista che l’aveva caratterizzato nella sua fase iniziale e la componente istituzionale e conservatrice del secondo periodo.
La riunione della scorsa serata ha evidenziato tante discrepanze e incertezze, da Nicola Morra che nicchia sul ruolo di Di Maio al dibattito sulla piattaforma Rousseau. Nel frattempo altri due deputati sono pronti a salutare accodandosi alla lunga lista insoddisfatti grillini.
“5Stelle dal punto di vista formale è la maggioranza relativa, però effettivamente parliamo tanto dei problemi interni del Movimento e non parliamo dei guai di questo Governo e quindi del Paese. Questo Governo non è in grado di rispondere a tutti i problemi del Paese, non si fa altro che rinviare. Non c’è una strategia di azione politica complessiva. E’ un periodo di attesa.
Le espulsioni sono solo una questione di tempo, una settimana o due. Il problema è che ci sono delle crisi che si possono affrontare e superare, come le malattie, ma quando hai preso il cervello la crisi può diventare irreversibile. Un partito è difficile che possa uscire da una crisi come questa, credo sia irreversibile. Il Movimento è stato lanciato da Grillo contro la casta e si è trasformato nella casta che difende tutte le poltrone e i posti che hanno occupato”.
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