Alexa, Google Home e anche lo smartwach: siamo costantemente tracciati e questo, ormai, non è una novità.
Forti però del fatto che tanto le nostre informazioni non interessino a nessuno lasciamo che software come quelli contenuti nei dispositivi citati accumulino dati su dati che ci riguardano.
Gusti musicali, i film che ci piacciono, i prodotti che cerchiamo per lo shopping online, ma anche conversazioni private e momenti di intimità che nulla hanno a che fare – secondo noi – con la parola chiave di attivazione degli ‘assistenti personali intelligenti‘.
La verità è che ogni informazione immagazzinata da questi dispositivi diventa funzionale per tutte quelle società che guadagnano con i nostri dati. Si tratta di una “schedatura commerciale di massa. E passare da una schedatura commerciale a quella di profilazione politica – osserva Paolo Attivissimo – è estremamente semplice“. Si pensi al recente caso di Cambridge Analytica.
La questione, insomma, non è da sottovalutare.
Ci sono le prove di questo ‘tracciamento’ costante? Quali accorgimenti si possono adottare per fuggire a questo sistema?
Ecco cosa ha detto.
Zelensky, attore nato con la N maiuscola e prodotto in vitro di Washington se non…
Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, morto nella notte all’età di 66…
Ieri sera, mentre le notizie dalle spiagge di Ceuta continuavano ad arrivare a raffica, su…
Volevo lasciare un pensiero oggi senza commentare i giornali, ma volevo dedicare questo pensiero agli…
Anthony Fauci ha scelto il silenzio. Mercoledì 29 luglio, davanti alla Senate Homeland Security and…
Un episodio di cronaca nera consumatosi a Roma lo scorso 18 luglio si fa protagonista…