Il mondo che abbiamo dinnanzi è intriso di miseria e di soprusi, di ingiustizia e di barbarie. Con il 1989 si è prodotta la liberazione, ma solo quella dei mercati, non la liberazione dall’oppressione e dallo sfruttamento come ci era stato promesso.
A meno che non si faccia parte della global class dominante, tutti coloro che patiscono sulla propria carne le conseguenze del mondo della democrazia conforme ai mercati dovrebbero disprezzare il presente.
Non c’è alcun motivo reale per ‘amare’ quell’indecenza chiamata capitalismo.
Un’indecenza che prospera ogni giorno di più e che riesce a dominare grazie all’indisponibilità dei dominati che amano le proprie catene.
In Francia le proteste di piazza hanno bloccato la riforma ultraliberista delle pensioni voluta dal governo di Macron. Un’importante lezione per noi: dalla nostra capacità di lottare dipende la possibilità di fermare la scellerata avanzata del liberismo e del suo massacro dei ceti medi e lavoratori.
Come sempre, nel Belpaese si respira ben altro clima: Mario Monti sta celebrando in questi giorni Macron come esempio per tutti gli europei e Tito Boeri ci spiega che abbassare l’età pensionabile è una follia. Nessuno però osserva che la normale età pensionabile dei bancocrati del Fondo Monetario Internazionale è di 62 anni e che costoro, poi, fanno pressioni per innalzare senza limiti l’età di chi in basso dovrebbe subire in silenzio.
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