Ibra è sicuramente un grande giocatore, un fuoriclasse, uno dei pochi ad accendere la fantasia dei tifosi, che conoscono il suo valore e sanno quanto può essere utile a una squadra. Ma Ibra non è un mago, capace con una bacchetta magica di trasformare un gruppo capace di mettere insieme una serie di risultati mediocri in una squadra improvvisamente implacabile.
Insomma, è successo – con l’arrivo e il debutto di Ibra – esattamente quello che ci si aspettava. San Siro si è giustamente infiammato per il ritorno del campione, lui ci ha provato, ma il Milan non è andato contro la Sampdoria oltre l’unico 0-0 della giornata. Ecco, è proprio questo che deve far riflettere.
Tutte le squadre sono capaci di segnare un gol, di essere pericolose, questo Milan invece fa una fatica del Diavolo, con o senza Ibra. Perché lo svedese, ma lo sapevamo già, è un fuoriclasse ma non è un mago. E il Milan di oggi avrebbe bisogno di molto di più di un giocatore per trasformarsi improvvisamente in qualcosa che non è.
Alessandro Vocalelli
Dalla foto "rubata" in mattinata alla testimonianza diretta. Dopo l’incontro a sorpresa avvenuto a Torino…
Mentre il prezzo del gas naturale liquefatto continua a salire sui mercati europei, i dati…
Un tavolino, un caffè, una bottiglietta d'acqua e una conversazione faccia a faccia. In uno…
Se n'è purtroppo andata nei giorni scorsi Emma Bonino, storica esponente dei radicali italiani, nota…
Conferenza stampa a dir poco movimentata quella andata in scena dopo Inter-Udinese. Il tecnico dei…
Al Parlamento europeo l’eurodeputato tedesco, con cittadinanza italiana, Fabio De Masi, del partito di Sahra…