Ibra è sicuramente un grande giocatore, un fuoriclasse, uno dei pochi ad accendere la fantasia dei tifosi, che conoscono il suo valore e sanno quanto può essere utile a una squadra. Ma Ibra non è un mago, capace con una bacchetta magica di trasformare un gruppo capace di mettere insieme una serie di risultati mediocri in una squadra improvvisamente implacabile.
Insomma, è successo – con l’arrivo e il debutto di Ibra – esattamente quello che ci si aspettava. San Siro si è giustamente infiammato per il ritorno del campione, lui ci ha provato, ma il Milan non è andato contro la Sampdoria oltre l’unico 0-0 della giornata. Ecco, è proprio questo che deve far riflettere.
Tutte le squadre sono capaci di segnare un gol, di essere pericolose, questo Milan invece fa una fatica del Diavolo, con o senza Ibra. Perché lo svedese, ma lo sapevamo già, è un fuoriclasse ma non è un mago. E il Milan di oggi avrebbe bisogno di molto di più di un giocatore per trasformarsi improvvisamente in qualcosa che non è.
Alessandro Vocalelli
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