Il MES continua ad essere al centro del dibattito politico, in Parlamento come nei giornali e sui social.
Di assoluta chiusura la posizione della Lega a riguardo: gli esponenti leghisti continuano a lasciar trapelare diffidenza verso il Presidente Conte, dubbi che continuano a incombere tra le poltrone del Carroccio già da quest’estate, come ha riferito il capogruppo Riccardo Molinari a ‘Lavori in Corso’.
“Non ci sorprende che il PD difenda il Fondo salva-Stati, da sempre sono europeisti, anche quando quel che arriva dall’Europa danneggia il sistema paese.
Il Movimento 5 Stelle ha fatto una giravolta sul MES, facendo finta che il problema non ci sia. Però sui social continuano a dire che sono contrari. Siamo al limite tra il ridicolo e lo sconcertante.
L’accordo come è stato chiuso danneggia l’Italia, perché divide tra paesi di Serie A e paesi di Serie B. L’Italia verserebbe 125 miliardi di euro e qualora volesse accedervi dovrebbe firmare un memorandum in stile Grecia con tagli alla spesa pubblica ecc…
E’ una riforma assolutamente pericolosa dal nostro punto di vista.
Abbiamo provato a bloccare la riforma del MES ma i 5 Stelle hanno votato contro.
Vi dirò di più, visto che quest’estate avevamo già sentito puzza di bruciato noi avevamo anche posto un question time diretto al Ministro Tria per chiedere come mai né lui né Conte avessero posto il veto“.
Claudio Borghi, deputato leghista, presidente della Commissione Bilancio della Camera, è intervenuto stamane in Aula con un discorso contro il Premier Conte in riferimento alla riforma del MES: “Il Presidente ha offeso il Parlamento, umiliando Di Maio, che gli sedeva accanto, chi credeva di prendere in giro?“. Ha poi continuato: “A giugno il mandato era solo uno che quel trattato l’Italia non lo avrebbe firmato“. “Cosa non capiva – domanda Borghi – non si deve procedere oltre, cosa non capiva? Cosa posso pensare se sento che il trattato è chiuso? Che lei è un traditore signor presidente, un traditore“.
“Quando l’abbiamo vista raggiante sui divanetti, con Merkel, Macron e Rocco Casalino se li ricordava gli impegni che aveva preso?“. Questa la domanda di Claudio Borghi rivolta al premier, prima di concludere tra gli applausi dei leghisti: “Da Cavour e De Gasperi, ora mandiamo in Europa Conte e Rocco Casalino“.
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