Comincia male. Juve fortissima e abituata a partite del genere. Lazio timida e impacciata. Segna Cristiano ed è giusto. Il gol scioglie la Lazio. Si fa male anche Bentancur, tra i migliori della Juve. E arriva il pari. Ci sta.
Adesso? Adesso è calcio bellissimo e spettacolo. La Juve ci prova, attacca, tiene la difesa alta. Espulso Cuadrado, solo Lazio. Due gol e un rigore sbagliato.
Lazio forte, molto forte. Capace di soffrire e di ricominciare come niente fosse. Tutti bravi. A partire dai difensori, che hanno quasi retto contro Dybala e Cristiano, non due qualsiasi.
E i centrocampisti? Perfetti, come i due esterni. Con una scontata citazione per Milinkovic Savic, che pesca una doppia perla: aggancio e gol alle spalle di uno stupito De Ligt.
Il terzo gol viene dal solito contropiede. Lazzari in fuga e ci diciamo: non segna. Lui no, ma Caicedo sì. Immobile marca Pjanic e si getta negli spazi. Sbaglia il rigore. Amen. Correa esce sempre al momento giusto. Quando serve prende il penalty.
Ora Lazio a tre punti dalla Juve e a cinque dall’Inter. Il terzo posto è saldissimo, ma questo per i laziali è il momento dei sogni e della favola. E sogni e favole non si pongono limiti.
Roberto Renga
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