Per quanto i viaggi di cultura siano qualcosa di “massimamente positivo”, e del resto non siamo nuovi a questo genere di esperienza formativa – si pensi al viaggio in Italia di Goethe – l’Erasmus nasconde, secondo il filosofo e saggista Diego Fusaro, qualcosa di ben più preoccupante della semplice esperienza di formazione a livello internazionale.
Le ragioni di questa lettura controcorrente dell’Erasmus le ha spiegate in diretta a ‘Un giorno speciale’.
“L’Erasmus coincide con la nuova naia post moderna. Il capitalismo non ha più bisogno della leva militare classica, quando cioè era un capitalismo nazionalista che doveva nazionalizzare le masse e trasformarle in schiere di soldati pronti ad ammazzarsi al fronte.
Il nuovo capitalismo educa le masse all’erranza planetaria, all’espatrio permanente all’assenza di fondamenti e stabilità. In sostanza non deve più trasformarli in guerrieri, ma in studenti Erasmus.
Privi di radicamento, privi di stabilità, condannati a vivere senza fissa dimora e in più con l’Erasmus si abituano a pensare che ciò sia una possibilità emancipativa degna di essere vissuta. Vengono portati a vivere la loro vita come una sorta di movida permanente in cui ci si diverte e non si pensa ad altro che a divertirsi”.
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