E’ morto uno degli ultimi ebrei romani sopravvissuti ad Auschwitz, Piero Terracina.
Cosa succederà quando l’ultimo dei sopravvissuti ai campi di concentramento e di sterminio nazisti sarà sparito?
Se ne sarà andato via un pezzo della nostra memoria oppure noi saremo in grado di ricordare? Questi martiri sono indispensabili alla prosecuzione del ricordo?
E’ una domanda dovuta di fronte a una delle ultime cose che sono accadute: la morte di uno degli ultimi ebrei romani sopravvissuti ad Auschwitz, Piero Terracina.
La comunità ebraica si è stretta molto a Roma in questa circostanza. Lo fa ogni volta, perché? Perché comprendono che in un mondo come quello in cui stiamo vivendo è sempre più difficile portare le testimonianze di quell’olocausto. Peggio, si rischia di veder rovesciati certi valori, come testimonia la vicenda di Liliana Segre e tutte le cose che ne sono conseguite.
Sembra che sugli ebrei ci sia una persecuzione da sempre. Sono stati identificati come il nemico da diversi ordini costituiti e poteri in un lunghissimo spazio di tempo, millenario.
Questo ci deve far riflettere su quanto i sapiens abbiano bisogno di un nemico. Come se lo dovessero cercare.
Ecco perché è importante far sentire loro vicinanza.
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