L’inondazione di Venezia e il funzionamento del Mose continuano ad occupare le prime pagine dei giornali. Su questa situazione e sul futuro del Mose è intervenuto a ‘Un Giorno Speciale’ Vittorio Sgarbi, con in studio Francesco Vergovich e in collegamento Gianfranco Vissani.
“Il problema è che manca lo Stato. Venezia nasce sull’acqua e l’acqua è amica di Venezia, quindi si sa da sempre che ci sono le altemaree. Sapendo che può arrivare bisogna essere previdenti nella capacità di tutela dei propri beni, sia privati che pubblici. Quindi non mettere libri o materie fragili al piano terra, dove possono essere rovinate dall’acqua. Lo scorso anno fu identico e ci fu la stessa polemica, ma nessuno pensò di far partire il Mose: quindi lo Stato, non il sindaco e non la Regione, ha mancato ad un suo compito preciso di utilizzare uno strumento che protegga dalle acque alte. Adesso annunciano di farlo partire entro due anni, ma bisogna farlo entro il prossimo anno”.
Non è un cataclisma, un terremoto o uno tsunami, è una cosa prevedibile e prevista che accade sempre. Quanto più sai che accade, tanto più devi trovare delle forme di prevenzione. Prevenzioni come quelle promesse dallo Stato ma che la magistratura ha fatto saltare. Così come a Taranto con l’ILVA, la magistratura ha fatto saltare le misure di prevenzione, l’autorità giudiziaria prevale sulla politica”.
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