Si può battere il Liverpool e soffrire contro il Genk. Il football è questo anche se molti scienziati del nulla sostengono tesi ridicole non confortate dai fatti.
La squadra di Ancelotti butta via quattro occasioni colossali nel primo tempo, Milik sbaglia l’incredibile tra pali, traverse ed errori da dilettante, Elmas è una figurina buona per la serie A ma così acerbo per una partita di sostanza come quella di Champions in Belgio, idem per Lozano che non ne azzecca una. Se poi aggiungiamo le prestazioni faticose di Allan e di Callejon si capisce perché lo strapotere del Napoli sui campioni d’Europa sia stato smentito contro i volenterosi belgi tra i quali la coppia centrale di colombiani di venti e ventuno anni, Cuesta e Lumiti, hanno spazzato via qualunque pallone nella ripresa, dopo aver sofferto nella prima frazione, complice il portiere da spiaggia, Coucke.
Un pareggio infine sofferto, con qualche sfasatura difensiva, sul corridoio esterno sinistro dove Di Lorenzo ha dovuto affrontare il giapponese Ito velenosissimo. Ancelotti potrà riflettere su alcuni errori di concentrazione e su una certa sufficienza che ha portato la squadra a un affanno non richiesto.
Tony Damascelli
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