Mi permetto di caldeggiare vivamente a quanti oggi abbiano a cuore le proprie radici spirituali e culturali di evitare oculatamente la festa turboglobalista delle zucche animate, chiamata anglofonamente Halloween.
Si tratta di una falsa festa, imposta mediante l’usuale imperialismo simbolico dei signori globalisti apolidi e dal clero dell’industria culturale di accompagnamento, padroni del discorso e – è il caso di dirlo – delle feste.
Per una volta è bene adoperarsi contro le zucche vuote, di modo che anche le nostre non vengano svuotate dal ritmo avvolgente del turbocapitalismo sans-frontiére. Quest’ultimo sta devitalizzando le nostre radici più profonde per renderci homines vacui privi di ogni identità e spessore culturale, dunque pronti ad accettare qualsiasi proposta dell’industria alienante della pubblicità.
E’ bene ricordare che la lotta di classe contro i signori del turbocapitalismo è anche una lotta di classe culturale: bisogna lottare per rivitalizzare la nostra civiltà, pericolosamente aggredita dalla “festa” di Halloween, che dunque non è solo un giorno di divertimento per i più piccoli, ma a tutti gli effetti un attacco alla nostra cultura.
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