Sarri ebbe naturali parti difficili a Empoli e a Napoli. Succede quando lavori sulla testa dei giocatori, più che sui muscoli. In sostanza: da prima non prenderle a prima darle.
Ci vuole tempo. Servono parole, pensieri e atti. Sarri sperava di poter utilizzare queste settimane senza viaggi per progredire nel suo lavoro.
Si è messa di mezzo una polmonite. Una cosa non grave, gli auguro, ma tale comunque da complicargli un’operazione già difficile di suo. È vero, ci sono collaboratori bravissimi, ma il leader resta ovviamente l’uomo più importante. Per l’esempio e per i colloqui di squadra o per singoli.
A questo punto, in vista di Parma, sono due gli interrogativi. Il primo riguarda la formazione e in sintesi: Dybala sì o no. Il secondo quiz è tra l’intellettuale e il tecnico: quanto sarà di Sarri la Juve che vedremo?
Roberto Renga
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