Eccitazione per l’arrivo di De Ligt. Ci stava, comprensibile. Ma i cori per Raiola? Ecco la svolta, ecco l’epifania, un procuratore nell’alto dei cieli, quelli juventini.
Lo sbarco dell’olandesino, per età non certo per valutazione di mercato, ha aggiunto spezie al piatto bianconero già carico di stimolanti ma nessuno poteva prevedere che i trecento, non so se giovani e forti, che si sono ritrovati al sole canicolare di Torino e della Continassa, avrebbero riservato l’accoglienza festaiola a uno che fa rima, dunque, Raiola.
E’ lui il Dominus, non Paratici o Agnelli, è lui l’uomo che ha portato a Torino Nedved e Ibrahimovic e poi Pogba e adesso anche De Ligt.
Altre novità? Volete forse morire di ingordigia come gli attori della Grande Abbuffata di Ferreri?
Raiola First, la Juventus come altri club, si è messa nelle mani del numero uno, ex aequeo con Mendez, del mercato calcistico mondiale.
Chi vuole i migliori del football deve rivolgersi ai due succitati, non ci sono alternative di uguale portata e censo, il calcio ha cambiato personaggi e interpreti, presidenti e direttori sportive devono fare i conti, in tutti i sensi, con queste figure professionali che non sono affatto mercenari e affaristi ma offrono le garanzie necessarie per arrivare a tombola, ovviamente versando il dovuto, come si versa nel mondo dello spettacolo, per ingaggiare artisti della musica e del cinema.
Sta di fatto che la Juventus ha preso un ragazzo di grandi doti e di personalità forte, così ha ribadito lo stesso Raiola che si è esposto non per interesse semplice e scontato (aggettivo che non gli compete) ma perché sa di che pasta sia fatto il ragazzone, accompagnato da una femmina più bella e alta e bionda di lui medesimo. Segnalo che nel tempi di giacca e cravatta, Raiola si è presentato in pantaloncini corti.
La forma non conta, contano i fatti. E su questi il pantaloncino corto ha vita facile.
Tony Damascelli
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