Non è facile traslocare dal Tottismo al Baldinismo. Anche perché nel primo caso si sa benissimo con chi si ha a che fare, chi sia stato Totti Francesco, per la Roma, per la nazionale, per il calcio italiano e non soltanto.
Nel caso secondo siamo nel campo delle ipotesi, delle voci, delle probabilità, perché non tutti sanno chi sia Baldini Franco ma tutti di lui parlano e mormorano a Roma e dintorni. Della sua arte manageriale, del suo curriculum internazionale, della capacità di sedersi a tavoli illustri e di avere voce con chi quei tavoli presiede.
Ma, sinceramente, se Totti ha segnato un’epoca e la sua storia, giocando in mezzo al campo e in attacco, visibile, Baldini ha agito dietro le figure, ha giocato di sussurri eppure è lui, così si dice, a scrivere molte pagine di quest’ultimo libro romanista. Personalmente ritengo che la vicenda sia poco chiara e si presti a troppe insinuazioni. Se Totti è pronto a dire la verità, almeno così ha annunciato, Baldini non fiata e questo è un limite anche se è una scelta diplomatica.
Meglio sarebbe uscire dal tulle, esponendosi, mettendosi al centro della questione, buttando via qualunque altra interpretazione.
Lo faccia, lo faccia Pallotta altrimenti la commedia sarà sempre più buffa e finirà per rovinare questa Roma che abbisogna, invece, di luce e di rinascita.
Tony Damascelli
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