Alle ore 16:00 di questo pomeriggio si è aperto il tavolo tecnico sullo Stadio della Roma. Ieri la Sindaca aveva ribadito ai microfoni dell’ANSA: “Il mio unico interesse è che la A.S. Roma mantenga gli impegni presi con la città: prima le opere pubbliche per i cittadini poi il campo di calcio, basta chiacchiere.” Insomma la Raggi esclude categoricamente un trasferimento del progetto a Fiumicino e ricorda alla società di Pallotta la priorità delle opere pubbliche necessarie alla sostenibilità dello stadio. Il nostro Alessio Di Francesco ha riassunto le ultime novità.
Alessio Di Francesco: “La Roma dice di non poter rischiare di fare lo stadio in 3 anni e le opere pubbliche in 10. Nel progetto Marino il proponente si era impegnato ad allungare la metro B fino a Tor di Valle, nella delibera Raggi questa cosa è cambiata. Ci sono due perché alle parole della Raggi. Il primo è che si è molto vicini all’accordo, un accordo che fa molto comodo alla Roma, che fa moltissimo comodo a Eurnova che avrà un introito di circa 105 milioni di Euro. Ma fa altrettanto comodo alla giunta Raggi, che è stata abbandonata al Governo nazionale, ed è ora vicina a dare il via libera all’opera più importante dei prossimi anni per quanto riguarda la Capitale“.
Enrico Michetti: “Questa è la fase un pochino più complessa per quanto riguarda la costruzione dello stadio perché da una parte il privato si trova a investire tanti soldi senza la certezza del buon esito della trattative. E poi le opere di interesse pubblico precedono lo stadio perché è chiaro che tu hai bisogno di una viabilità perfetta, strutture che tutelino la sicurezza, eccetera.
Ci sono tanti pareri dati dai diversi enti che hanno cumulato circa 42 prescrizioni. Il che significa che il parere sulla costruzione dello stadio è sfavorevole, ma diventa favorevole se tu realizzi quelle prescrizioni. Io sono sempre ottimista quando ci sono i soldi veri, un’amministrazione capace e quando c’è una intromissione flebile“.
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