Rachida Radi, 35 anni, è la prima donna apostata convertita dalla religione musulmana a quella cristiana. Nel 2011 è stata uccisa dal marito a Sorbolo di Brescello, nel Reggiano, per un ordine della sua comunità. L’Onorevole Souad Sbai, Presidente di Acmid Donna onlus, giornalista e scrittrice, si è costituita parte civile nel processo insieme all’associazione. Eccola ospite della rubrica Incontri di ‘Un giorno speciale’, con Francesco Vergovich e Manuela Maccaroni, Presidente dell’Associazione Nazionale Avvocati per i Minori e le Famiglie (ANAM).
“Mi ha chiamato un carabiniere una mattina – racconta l’Onorevole Souad Sbai – mi ha chiesto ‘cosa dobbiamo fare di questo corpo?’ Io non sapevo nemmeno quale corpo. Da 50 giorni Rachida era lì, nessuno si è occupato di lei, neanche la comunità cristiana di alto livello”.
“In Marocco quest’anno si sono convertite al cristianesimo quasi 40 mila persone, nessuno gli ha fatto niente. Il problema è in Italia, è questo il paradosso. La comunità ha obbligato il marito a ucciderla”.
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