“I miei articoli fatti apposta per suscitare reazioni? Assolutamente no, scrivo quel che penso“. Chiarito ciò Vittorio Feltri ha potuto scrollarsi di dosso le polemiche che brulicano sul suo articolo, stamattina edito su Libero riguardo Andrea Camilleri, celebre scrittore siciliano ricoverato da qualche giorno all’ospedale Santo Spirito di Roma.
Come ad ogni uscita di un suo scritto, c’è stato infatti chi ha preso la consueta ironia di Feltri con lo stesso spirito e chi invece non ha proprio digerito le sue parole sulle opere dello scrittore, con particolare riferimento alla serie TV “Il commissario Montalbano“. “L’unico modo per consolarci della sua eventuale dipartita è che finalmente non vedremo più quel rompiballe di Montalbano“, ha detto il direttore di Libero, che sullo scrittore ha aggiunto: “Non l’ho chiamato terrone con una valenza offensiva, sappiamo che il termine vuol dire ‘abitante di una terra ballerina’. E’ come quando mi chiamano polentone, non mi sono mai offeso. Comunque è un siciliano capace di scrivere come pochi, la mia seccatura è per la serie TV“.
C’è modo e modo di interpretare le dichiarazioni mai banali di Feltri e questa volta c’è stato chi l’ha presa davvero male, come Sandro Ruotolo e Paolo Borrometti, giornalisti che si sono autosospesi dall’Albo dopo aver accusato Vittorio Feltri di razzismo e omofobia: “L’articolo su Camilleri l’ultima goccia“, hanno detto i due. “Bugie, non sono omofobo” – ha replicato Feltri – “ho sempre avuto amici omosessuali, mi sono espresso in modo scherzoso ma anche indignato sui Gay Pride, manifestazioni paragonabili al carnevale di Viareggio. Penso che gli omosessuali possano fare quello che vogliono senza esporsi col didietro di fuori“.
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