C’è la partita con l’Atalanta, ma il pari passa in secondo piano, dietro il sipario. Sopra il palcoscenico Andrea Barzagli e Max Allegri. E poi Buffon arrivato per portare il suo mazzo di fiori. E Andrea Agnelli prima al microfono e poi accanto alla sua signora che si scioglie guardandolo.
È la notte calda e fredda, triste e allegra, dell’ottavo scudetto consecutivo e dell’addio più addio di sempre.
Barzagli ha trentotto anni, ma dentro è un ragazzo che sa piangere e commuoversi. Stringe le mani a quasi tutti i suoi tifosi, mentre ricorda i primi calci alla Rondinella, gli anni tedeschi, il titolo mondiale, gli otto scudetti cominciati a vincere all’età in cui gli altri pensano a come chiudere la carriera. Un professore che ora insegnerà ciò (tutto) che ha imparato.
Max l’abbraccia e non lo lascia più. Ha gli occhi rossi pure lui. E tanti altri sugli spalti. È il calcio, è la vita, è l’amore.
La partita si chiude con il pari, come quasi sempre succede quando le lacrime battono il pallone. L’Atalanta fa meglio nel primo tempo e la Juve nel secondo. Segna Ilicic, pareggia Marione che rientra, fa gol e potrebbe essere anche il suo addio.
Roberto Renga
È l’argomento usato per giustificare l’obbligo vaccinale: l’immunità di gregge. Secondo Paolo Bellavite, medico ed…
Il gioco delle tre campanelle continua a presidiare il centro di Roma, nonostante blitz con…
La decima giornata di Serie A propone due appuntamenti centrali: il derby Milan-Inter e Juventus-Napoli.…
INTERVISTA A GIANNI PETRUCCI - Ottobre 2027 resta l’obiettivo dichiarato per la partenza di NBA…
Sapete quant’è stata l’inflazione negli ultimi anni? Quant’è stata la vera erosione del potere d’acquisto…
La gip di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, trentenne…