Ennesima polemica tra M5S e Lega. Il ‘casus belli’ che ha smosso gli animi dei pentastellati contro gli alleati di governo è stato un incendio appiccato ieri nel modenese, a Mirandola, nella sede dei vigili urbani da uno straniero di origine marocchina. L’autore del rogo che, con il suo gesto, ha causato la morte di una signora di 84 anni e della sua badante, ha numerosi precedenti ed era destinatario di un ordine di espulsione dal Paese. “Se fosse stato già rimpatriato oggi non ci troveremmo davanti a questo problema” hanno detto i 5 stelle. A parlarne in apertura a “Lavori in corso” è stato Gianluca Vinci, deputato della Lega.
“Diciamo che sarebbe meglio una dialettica interna fatta più chiaramente. Se c’è qualcosa che non è andato nell’operato del governo se ne potrebbe discutere all’interno, senza accusare gli alleati, ma questo è quanto. Andiamo avanti lo stesso, sicuri del buon operato di quello che abbiamo fatto fino ad oggi” ha esordito il politico leghista, sottolineando poi che, nell’ultimo anno, il leader del Carroccio è riuscito a ridurre “del 93% gli sbarchi“.
E per quanto riguarda i rimpatri? Ha sostenuto Vinci che serve “un’operazione di tutto il governo, perché non si tratta solo di chiudere i porti, ma si tratta di fare degli accordi con paesi terzi. Serve anche un impegno più forte da parte del ministero degli Esteri e di tutto il governo per andare a chiudere questo tipo di accordi. Quest’operazione non può farla da solo il ministro dell’Interno”.
Dopo Gianluca Vinci, è intervenuto sulla questione dei rimpatri Vittorio Ferraresi, esponente del Movimento 5 stelle. “Il punto dei rimpatri è uno snodo fondamentale per portare a casa gli irregolari. In generale, credo che è una cosa su cui il ministro dell’Interno deve puntare” ha osservato Ferraresi.
Interpellato poi da Molinari sulle dichiarazioni di Vinci sull’impegno, da parte di tutto il governo, a stipulare accordi bilaterali e ad affrontare così la tematica dei rimpatri, il politico pentastellato ha detto che “tutto il governo deve rispettare il contratto, e quindi tutti i ministeri si devono dar da fare per portare avanti i punti del contratto di governo, anche quelli ovviamente a livello internazionale. La volontà c’è da parte di tutti. E’ chiaro che l’impegno anche per favorire e andare a prendere le persone che sono in giro nel nostro Paese e attivare i rimpatri è una prerogativa che spetta al ministero dell’Interno“.
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