Se una squadra destinata alla retrocessione sbaglia anche un rigore a San Siro è giusto che finisca per perdere. Così è stato per il Frosinone e per Camillo Ciano, cognomen illustre dalla data odierna anche per la cronaca pallonara. Donnaruma ha fatto il suo, il sinistro fesso di Ciano ha chiuso i sogni frusinati, il Milan torna in Europa con i gol di Piatek e Suso ma è doveroso dirlo grazie anche a Rino Gattuso dato in cassa integrazione a prescindere ma sempre sul pezzo, con alcune scelte cocciute.
Dunque in questo campionato con un finale da commedia buffa, con la Fiorentina che affronterà domenica prossima il Genoa in una specie di mors tua vita mea, sfida malinconica tra Prandelli e Montella, allenatori sovraddimesionati, con la corsa a un posto in Champions nel giro modesto di chi sognava e si ritrova con la polvere di stallo e non di stelle, ecco che l’impresa rossonera fa notizia, pensate un po’a che punto siamo arrivati. Lacrime per e di Ignazio Abate che lascia il football milanista dopo una vita passata a correre sù e giù per il corridoio esterno, un impiegato del ruolo che non ha mai avuto la giusta luce, un abate, con la a minuscola ma mai abatino. Milan sù di giri anche se la nuvola grigia dell’Uefa resta sulla sua testa, Frosinone onesto e sciupone. Stop.
Tony Damascelli
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