La Corte d’Assise d’Appello di Milano conferma l’ergastolo per Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac) ed ex latitante. Tra permessi e premi si vocifera però che possa già uscire di prigione in meno di 3 anni. E’ davvero così? L’Avvocato Roberto Afeltra ha fatto un po’ di chiarezza. L’intervista di Stefano Molinari e Luigia Luciani.
“La Corte d’Assise d’Appello – chiarisce l’Avvocato Afeltra – non ha ‘confermato’ nulla, perché l’ergastolo era definitivo”. A destare scandalo la dicitura della sentenza per cui la pena di Cesare Battisti non sarebbe “ostativa alla richiesta di benefici”.
“L’ergastolo di Battisti – continua – rientra tra i cosiddetti ergastoli non ostativi, perché sono prima del 1981, entrata in vigore del 4 bis del decreto Martelli, che indica quali sono i reati per i quali non si può avere nessun tipo di beneficio se non la liberazione anticipata (che sono 45 giorni ogni 6 mesi scontati)”.
Se, dunque, l’ergastolo di Cesare Battisti non è un ergastolo ostativo, lui a un certo punto della sua detenzione, dopo 3 anni, potrà chiedere dei permessi premio. Permessi che invece non potrà prendere laddove l’ergastolo sia di tipo ostativo.
A fare luce sulla vicenda sarà il tribunale di Milano: “Questa cosa è fondamentale – sottolinea Roberto Afeltra – deciderà il tribunale di sorveglianza di Milano, ovvero quello della circoscrizione in cui sarà detenuto Battisti, se Cesare Battisti ha diritto o meno ai permessi”.
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