Si stacca un altro pezzo del mosaico del governo pentastellato. E’ giunto al capolinea il percorso al Municipio XI del mini sindaco Mario Torelli, con una mozione di sfiducia di 13 voti favorevoli contro 12 contrari. A parlare a “Lavori in corso” dell’operato dell’amministrazione capitolina e delle dichiarazioni del ministro Salvini in merito Sergio Rizzo, giornalista e vice direttore de “La Repubblica”.
“E’ la tattica della coccia. Se la Lega prendesse Roma, avrebbe fatto bingo fra due anni. Ovviamente i 5 stelle sono preoccupati del rischio che corrono, mi pare che le quotazioni di quest’amministrazione non siano brillanti in questa fase. La situazione è delicata” ha detto il giornalista in merito alle considerazioni del vicepremier leghista a “Non è l’Arena”, sottolineando che, in vista delle europee, Roma “diventa l’elemento su cui Salvini punta, per dimostrare che l’alleato di governo non è efficiente come lui, e questo può essere utilizzato in chiave elettorale per le elezioni europee“.
“Roma è una città immensa non c’è un comune, amministrativamente, così grande. Detto questo, i problemi dell’amministrazione sappiamo quali sono. Di fondo c’è una sostanziale incompetenza che, accoppiata alla presunzione, è una miscela terribile” ha proseguito Rizzo, specificando che qui “si sta giocando una partita sulla pelle dei romani e degli italiani”.
Dopo l’intervento del collega è Simone Canettieri, giornalista de “Il Messaggero”, a rendere nota la propria analisi sulla gestione e amministrazione della Capitale.
“Il comune di Roma, se non ha una struttura morfologicamente riformata, non riuscirà mai ad essere efficiente, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista gestionale. Quindici municipi, oggi ne è caduto un altro… Un sindaco non riesce ad avere tutto il quadro della città, a meno che, e cito le parole di Rutelli, un sindaco non abbia una squadra di ‘ottanta supereroi‘” ha osservato il giornalista, rispondendo a una domanda di Luigia Luciani.
Fino a quando, ha aggiunto Canettieri non ci sarà “una riforma che riguarda i fondi, che riguarda i poteri del sindaco, Roma è, secondo me, condannata“.
Ospite di questa puntata di “Lavori in corso” anche Pietro Calabrese, consigliere del M5S di Roma Capitale. Interpellato da Molinari sul punto di vista, espresso poco prima, da Canettieri sull’amministrazione di una città come Roma (condannata, secondo il giornalista, al “mal governo”), il politico ha sottolineato che “qui non si tratta di cambiare le regole. Quello fa parte di un’attività che è in piedi da anni, basta semplicemente fare dei decreti attuativi rispetto a leggi che sono già vigenti“.
“Poi è chiaro” ha proseguito Calabrese “che l’amministrazione ha già avanzato le proprie richieste per poter dotare Roma degli strumenti gestionali e amministrativi di una capitale, così come hanno fatto tante altre capitali europee“.
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