Parliamo, in linea teorica, dell’espressione della volontà universale di tutta la gente del mondo. Parliamo anche, sul piano pratico, del braccio armato dell’ideologia globalista, del turbocapitalismo transfrontaliero, del pensiero politicamente corretto e fintamente illuminato. Insomma, di tutto il ciarpame che tracima dagli schermi delle nostre televisioni quando le sintonizziamo sull’onda lunga, lunghissima, dei cosiddetti media mainstream.
Altrimenti detto: perché l’Organizzazione delle Nazioni Unite è così spesso impegnata in battaglie – tipo la diffusione del Nuovo Vangelo Verde di Gaia o la promozione della transumanza massiva di schiere di sfruttati da un continente all’altro – che sembrano progettate a tavolino dai PR di qualche multinazionale del beverage o dell’energia o del credito o delle telecomunicazioni? Dopotutto, quel consesso dovrebbe rappresentare il volere, e soprattutto il potere, dei popoli. È una entità pubblica per “elezione”. Diciamo pure che non vi è altra entità così pubblica sulla faccia della terra visto che è la sommatoria di 193 Stati sedicenti sovrani.
E, dunque, perché una volta raggrumati insieme in un palazzo di vetro, i rappresentanti di tali Stati scordano all’istante l’unica, vera, e pubblica, emergenza planetaria? Quella sociale, di un sistema economico fallimentare che ha brutalizzato miliardi di persone costringendole alla fame, all’esodo, alla guerra, allo sfruttamento; e di un sistema pure iniquo, tale da concentrare (secondo gli ultimi rapporti Oxfam) il 99 per cento della ricchezza mondiale nelle mani dell’1 per cento della popolazione? E perché invece non le vedete mai impegnate – queste nazioni e i loro leader – nella predisposizione di un’agenda nuova, rivoluzionaria, dove la lotta al modello neoliberista e all’idolatria del liberoscambismo siano in cima alla lista delle cose da fare, prima dello sviluppo sostenibile, del migration compact, della parità di genere e della fobia per i nazionalismi?
Sono solo simulacri avvizziti, o abortiti sul nascere, di quella cosa cui comunemente si pensa parlando di Stato Nazione. In realtà, e in gran parte, di autenticamente statale, nazionale e “popolare” non hanno nulla. Sono, salvo eccezioni, veicoli pilotati dallo strapotere multinazionale del capitale privato. Nei continenti arretrati ciò è avvenuto, e avviene, per via coloniale. Nella progredita Europa ciò è accaduto per mezzo del golpe bianco a nome Maastricht, Nizza e Lisbona. L’ONU, e altre consimili organizzazioni internazionali, in definitiva, sono letteralmente “possedute”, come la bambina dell’esorcista, da entità terze rispetto ai popoli che dichiarano di rappresentare. E, in effetti, costituiscono il prequel di un autentico film dell’orrore: quello della “governance” mondiale a nazioni unificate.
Ma siamo ancora in tempo per cambiarne il finale.
Francesco Carraro
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