Due anni di istruttoria a seguito di una fuga di dati e alla fine il verdetto del Garante della privacy, nella persona di Antonello Soro, è che la “piattaforma Rousseau non gode delle proprietà richieste a un sistema di e-voting”. L’Associazione Rousseau, di cui Davide Casaleggio è presidente, è tenuta a pagare 50 mila euro di multa e ad adoperarsi al più presto per disporre delle misure correttive sul sistema. Per i grillini è tutta una mossa politica, perché il sistema sotto accusa non è quello in uso.
Il testo pubblicato sul sito ufficiale dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali è molto lungo e complesso. L’esito degli accertamenti, nonostante riconosca alcune misure di miglioramento della piattaforma adottate dai titolari, mostra delle criticità nel sistema, ma quali sono? Proviamo a riassumerne i passaggi salienti.
Se da un lato c’è chi non aspettava altro per puntare il dito sui grillini e sul loro sistema, dall’altro arrivano le difese e le contro-accuse dei pentastellati. Il sistema multato, secondo quanto afferma l’associazione Rousseau presieduta da Davide Casaleggio, non è quello in uso e il boom di accuse alla piattaforma scatena il contrattacco. “Il garante italiano della privacy è Antonello Soro, un politico italiano del Partito Democratico. (…) Dovrebbe proteggere i dati personali di tutti gli italiani, senza fare distinzioni politiche“.
Una mossa politica secondo il 5 Stelle, dunque, specialmente alla luce della fuga di notizie proprio mentre erano in corso le votazioni sulla piattaforma per i candidati alle europee.
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