La Lazio ha perso a San Siro, scendendo anche dal treno Champions, perché adesso la corsa al quarto posto è diventata davvero complicata. Ha perso a San Siro malgrado un ottimo primo tempo e anche per un arbitraggio che lascia almeno perplessi.
Dopo aver dato un rigore al Milan ed essere stato costretto a tornare sui suoi passi per la chiamata al Var; dopo aver dato il rigore per un contatto in area di Durmisi (ma perché non mettere Parolo?); Rocchi non ha dato il rigore alla Lazio in pieno recupero per un intervento su Milinkovic. E, cosa ancora più grave, non è andato neppure al Var a sincerarsi della bontà della sua decisione.
Insomma, una partita macchiata da alcune decisioni assolutamente incomprensibili, con l’uso del Var che ancora una volta è stato assolutamente soggettivo. Eppure non era proprio questo l’obiettivo e cioè di togliere il più possibile la discrezionalità su certi episodi? Invece di mantenere la discrezionalità sui falli, ora c’è questa tendenza a usare in maniera discrezionale lo strumento elettronico. Un rimpianto per la Lazio, che perà deve avere anche il rimorso per i punti buttati contro Spal e Sassuolo. Ma una cosa non esclude l’altra.
Alessandro Vocalelli
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