Prima gli alleati alle Europee, poi il fisco. Continuano le schermaglie a distanza tra i vicepremier. Ultima in ordine di tempo, quella legata al Documento di economia e finanza.
SALVINI – “Nel Def la riduzione fiscale dovrà essere sicuramente inserita” ha scandito il leader del Carroccio alla cerimonia inaugurale del Vinitaly di Verona, dopo che il titolare di via XX Settembre nei giorni scorsi aveva ‘post datato’ il secondo step della flat tax alla manovra di settembre e non al Def, atteso questa settimana in Consiglio dei ministri, insieme al Dl crescita e alle norme sui risparmiatori truffati.
DI MAIO – A stretto giro la replica di Di Maio: “Finché si sta nel contratto, noi andiamo d’accordo e lavoriamo benissimo” con la Lega, dice ospite di Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’. “Ma quando si esce dal contratto non si passa”.
FLAT TAX – “Per me la flat tax si deve fare ma non deve aiutare i ricchi”. Finora “la forza politica che rappresento ha i ministeri più complessi e su 10 provvedimenti, 8 o 9 li abbiamo firmati noi. Io – rimarca il capo politico 5 Stelle – non dico al ministro dell’Interno ‘lavora di più'”.
EUROPEE – “Dobbiamo il più possibile lavorare per realizzare il contratto di governo”, è l’esortazione che arriva da Di Maio. “Questo governo deve andare avanti, un governo che dura altri 4 anni ci consente di realizzare il programma”. E sicuramente, conclude, “dopo le europee si tranquillizza un po’ tutto, visto che il governo non cadrà e non ci saranno altre scadenze elettorali”.
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