Cronaca

“C’è un odio razziale per la nostra cultura”. L’analisi del Prof. Meluzzi sul delitto Murazzi

Lente d’ingrandimento sul delitto Murazzi e su una nuova versione di stampo razziale del movente che ha spinto il ventisettenne Said Machaouat a uccidere domenica scorsa, a Torino, il 34enne Stefano Leo. Durante la prima confessione alle autorità, il killer aveva detto di aver tolto la vita a questo giovane perché “si presentava con un’aria felice“).

Delitto Murazzi, il punto di vista del prof. Carmelo Lavorino: “Ci troviamo di fronte a un movente di tipo misto”

A parlarne a “Lavori in corso” il noto criminologo prof. Carmelo Lavorino, il quale ha specificato che “ci troviamo di fronte a un movente di tipo misto, che ha uno sfondo razzista, uno sfondo religioso e uno sfondo di disadattamento sociale. Il movente, quindi, non è classico, di tipo diretto, a meno che, tramite investigazioni, non si possano dimostrare dei collegamenti tra l’assassino e la vittima che, al momento, si esclude ma ci stanno lavorando”.


Fenomenologia del movente del killer: parla il prof. Alessandro Meluzzi

Dopo il prof. Lavorino, ha espresso il proprio punto di vista sulla confessione del killer del delitto Murazzi il prof. Alessandro Meluzzi, psicoterapeuta che, in risposta a una domanda di Molinari, ha affermato che “quello che il killer mette in atto, se noi la guardiamo nella sua fenomenologia, è una vera e propria vendetta jihad. Da una parte c’è la depressione da migrazione, che è la presunta fenomenologia del movente, dall’altra c’è un’esecuzione che segue dei riti ben conosciuti. C’è un odio razziale per la nostra cultura, c’è una violenza terrificante degli aspetti primitivi, un qualcosa, quindi, che non può essere buttata su una pura reazione alla propria disperazione o frustrazione. E’ un omicidio jihadista dal senso dell’ispirazione ideologica, non dal punto di vista dell’organizzazione”.



Sergio Favaretti: “Abbiamo a che fare con l’ennesimo schizofrenico”

Non distante dall’analisi del suo collega su questa vicenda di cronaca nera, il parere del prof. Sergio Favaretti, psicologo e psicoterapeuta, che ha osservato: “secondo me, abbiamo a che fare con l’ennesimo schizofrenico, uno squilibrato. Non è questione di razzismo, è che bisognerebbe effettivamente dare l’idoneità ai perseguitati politici che sono sani di mente, non agli squilibrati“.

Redazione

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