Nuovo disco e nuovo tour: il ‘Bastasse il cielo‘ di Pacifico è stato registrato tra Bath, New York, Istanbul e Bangalore, ma pensato, scritto e realizzato a Parigi. Tornare a vivere in Italia? “Il cuore è diviso. L’Italia è un pensiero costante! Mio figlio per esempio è un po’ disorientato… non capisce perché il papà esulta solo quando segnano le italiane!”
“E’ bellissimo vederlo crescere nel doppio contesto – racconta il cantautore parlando della doppia cittadinanza del figlio – ha radici italiane fortissime, ma è conteso tra Paris Saint-Germain e i grandi campioni italiani“.
Il cuore di Pacifico però nasce rossonero: “Partivamo dalla periferia con i pullman e arrivavamo molto presto allo stadio. Ricordo il freddo di queste gradinate gelate col cuscinetto rosso e nero… Poi quando è arrivato Berlusconi il grande Milan della classe operaia, come si diceva, è cambiato e io ho iniziato ad andare molto meno, mi sono disaffezionato. Il ricordo però è molto vivo, il lunedì non vedevo l’ora che arrivasse il mercoledì di coppa!
Michael Leonhart, Alan Clark, Amedeo e Simone Pace, sono solo alcuni dei grandi musicisti che insieme a Pacifico, all’anagrafe Gino De Crescenzo, rendono vivo l’album che dà il titolo all’omonimo tour: “Ero abbastanza apprensivo perché abbiamo una band molto combattiva e anche anarchica – racconta il cantautore – c‘è questo gruppo di musicisti romagnoli che fatico a tenere a bada… Il risultato però è stato bellissimo! Le canzoni, che spesso sono delicate, riuscivano a mantenere quella linea, ma con un’energia diversa, che arrivava dagli altri”.
Firma di alcuni dei più grandi della musica italiana, Pacifico è un laboratorio di testi instancabile. Ma dove trova tutte queste parole?
“Sono attimi, frazioni di secondo… E’ una cosa che fa chiunque scrive: una raccolta di scene madre che partono da dettagli insignificanti e che dopo, in un momento di chiarezza improvvisa, trovano una specie di sintesi e diventano un testo. Bisogna solo essere pronti a riceverlo questo momento di chiarezza, io mi alleno tutti i giorni a scrivere per riuscire ad accoglierlo al meglio”.
Attimi di bellezza, una bellezza che l’artista, lo ribadisce sempre, ha cambiato (e salvato) la sua vita: “Sono stato salvato dalla bellezza e sono convinto che bisogna proteggerla. Bellezza per me è la possibilità di una vita diversa rispetto a quella alla quale ero predestinato”.
Sulla polemica sanremese di quest’anno il cantautore commenta: “Il Festival è una bolla. Per una settimana vivi un clima stranissimo e poi ritorni alla normalità, un po’ come il Carnevale di Rio. In sala stampa c’è molta stanchezza, per cui credo che la battuta sia creata dalla situazione… ci si lascia andare. Non è professionale certo, ma credo sia proprio una condizione particolare”.
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