Partita finta, ritmo da amichevole di fine luglio, però la Juventus mette in vetrina il suo gioiello del future, trattasi di Kean che segna due gol e si procura un rigore che, quel genio dell’allenatore Allegri, consegna al tiro di Can. Matuidi ha completato l’8 marzo della Signora, l’Udinese ha effettuato un solo tiro in porta, a quattro dalla fine, e con quello è riuscita a venire a casa almeno con olvere di dignità.
Allegri ha mandato in campo una formazione fatta con le figurine trovate in fondo al cassette, buone cose da Caceres e Spinazzola, buone anche da Emre Can, mediocre il football di Bernardeschi che non è più pesce e nemmeno carne, a zonzo per il campo, Dybala è entrato a un quarto dalla fine e da buon argentino presuntuoso ha giocato con la spocchia del più bravo in mezzo agli allievi. La Juventus continua la sua marcia indiscutibile in campionato, il suo millennial trova la gloria dopo mesi di attesa, Allegri deve avere tra gli antenati don Abbondio. Ora testa e gambe all’Atletico di Madrid ma certi uomini visti questa sera potrebbero tornare utili martedi. Basta avere coraggio e questo è un problema.
Tony Damascelli
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