Durante il prepartita di Roma-Napoli è intervenuto ai microfoni di Radio Radio Francesco Moriero, ex giocatore di entrambe le squadre.
“Mi sento un romano adottato. Vengo spesso a Roma e i tifosi giallorossi mi hanno sempre dimostrato grandissimo affetto. Senza nulla togliere al Napoli, quello che ho dato e ricevuto a Roma è davvero qualcosa di particolare che porto con me nel cuore.
Il rimpianto è che con la Roma avremmo potuto vincere una Coppa Uefa, ma sappiamo tutti come è andata a finire con lo Slavia Praga.
La mia era una Roma formata da tanti ragazzi di Roma. C’era Statuto, c’era Francesco, c’era il Principe, c’era Aldair che era praticamente uno di Roma. Era una squadra che dava tutto ed era molto forte. E’ una Roma che è rimasta nel cuore dei tifosi, sia come calciatori che come uomini.
Dispiace non aver vinto, ma in quel momento comandava la Juve”.
“Quando un allenatore arriva che mancano dieci partite alla fine del campionato deve lavorare sulla testa. Non dobbiamo dimenticare però che chi fa la differenza in campo è sempre il calciatore, lui si deve mettere a disposizione dell’allenatore e deve cercare di capire le idee”.
“Sulla carta credo che oggi parta avvantaggiato il Napoli, perché ha un’ossatura importante, giocatori che stanno insieme da qualche anno e un allenatore che fa giocare bene la squadra”.
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