Non fa più parte del gruppo pentastellato nel Comune di Roma da quasi un anno l’ex consigliera Cristina Grancio, oggi più che mai testimone chiave di cosa sia effettivamente successo nella notte in cui Virginia Raggi disse sì al progetto di Tor di Valle, causando una spaccatura che culminò con la votazione favorevole allo stesso progetto.
Il dibattito sullo Stadio della Roma però le sarebbe stato fatale qualche tempo dopo, quando dopo essere stata “ammonita” con una sospensione ed emarginata dalle comunicazioni sia formali che informali del Movimento, ad aprile 2018 è stata espulsa per la “gravità delle sue azioni” ed inserita nel gruppo misto.
I motivi di questa espulsione, sebbene controversi sono piuttosto chiari, mentre resta misteriosa la dinamica con cui i pentastellati capitolini abbiano cambiato totalmente idea nell’arco di poco tempo sul progetto di Tor di Valle. “La mia linea non era quella di andare a priori contro il progetto, ma appunto auspicavo che si facesse altrove“, ha detto la Grancio a RadioRadio lo sport, fornendo una versione inedita di ciò che in quel periodo così particolare sia accaduto in amministrazione: “Noi siamo passati dall’unanimità verso l’annullamento, ad un ok che neanche sappiamo come sia stato trovato, con Grillo al telefono che ci dava per fatto questo accordo.”
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