La Lazio ha vinto meritatamente, più che meritatamente, il derby di Roma, rientrando in piena corsa Champions e portandosi a tre punti dalla Roma con una partita in meno. Una sconfitta pesante per i giallorossi, che hanno pesantemente pagato l’assenza di Manolas – l’unico difensore davvero affidabile – e hanno perso dal punto di vista tecnico, dal punto di vista caratteriale, dal punto di vista atletico. Già, perché la Lazio ha costruito il suo successo su una partenza sprint e su un vantaggio cercato e voluto, per poi gestire meglio le emozioni e la partita, colpendo nei momenti giusti.
Sono sconfitti pesantemente Monchi e Di Francesco. Il diesse ha assistito a un derby in cui gran parte della sua campagna acquisti – da Marcano messo dietro a Juan Jesus, da Pastore a Nzonzi e Kluivert – è finita fuori dalla squadra titolare. E Di Francesco ha perso dal punto di vista della preparazione e della conduzione.
Hanno stravinto invece Inzaghi e Tare. Il tecnico biancoceleste non ha sbagliato una mossa e il diesse laziale oltre a dimostrare di aver scelto bene con Correa ha confermato – da Caicedo a Cataldi – di aver messo a disposizione pedine comunque utilissimi all’occasione. Già, Caicedo: uno dei migliori centravanti di riserva che si possa avere. Mai una polemica, mai una pretesa, per poi farsi trovare pronto e poi lasciare il posto – senza fiatare – al suo titolare. A Immobile, che ci teneva a mettere comunque il timbro sulla partita.
Alessandro Vocalelli
Nel corso di un confronto condotto da Fabio Duranti con il fotoreporter Giorgio Bianchi e…
Nel 1928 Edward Bernays pubblicava Propaganda, saggio fondativo delle moderne relazioni pubbliche, dedicato alla costruzione…
Desidero richiamare pur celermente l'attenzione su alcune considerazioni che recentemente è venuto svolgendo Guido Crosetto,…
ALLEGRI - Due giornate di squalifica accettate dopo l’espulsione in Napoli-Roma, una frase sulla Roma…
Il giorno prima, al Quirinale, il presidente Sergio Mattarella aveva usato parole durissime contro chi…
È l’argomento usato per giustificare l’obbligo vaccinale: l’immunità di gregge. Secondo Paolo Bellavite, medico ed…