Il Napoli si consegna alla Juve e consegna alla rivale anche l’ottavo scudetto consecutivo. Più che una partita, un noir. Succede di tutto e in quel tutto c’è anche poco di calcistico, nel suo lato estetico. Botte sempre, Rocchi nella tempesta, un rigore, una punizione, due pali, emozioni senza fine e sino alla fine.
Chiaramente gira molto attorno all’espulsione di Meret, il conseguente gol di Pjanic, il palo del Napoli: tutto in un soffio. Ricordiamo che il regolamento mette sullo stesso piano un fallo e un tentativo di fallo. Che Meret abbia provato a prendere Ronaldo non ci sono dubbi. Come non ci sono sulla chiara occasione da gol. Dispiace che una partita del genere venga decisa da questo episodio, ma i fatti sono questi.
Undici contro dieci la Juve ha fatto due gol. Poi, perso Pjanic, di reti ne ha presa una e un’altra ne poteva prendere su rigore, ma Insigne, pur in serata ispirata, ha centrato il palo.
La sintesi tecnica è questa: in parità di giocatori meglio il Napoli. La Juve, bene o male e in un immoblismo tattico, ha comunque retto. Difesa, in vista Champions, quasi promossa. Il gioco rimandato. Sulla condizione fisica se ne dovrà riparlare. Ronaldo c’è, Marione no, i terzini poco.
Roberto Renga
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