Esteri

Brexit, l’offerta dell’Ue

L’Unione europea ha indicato due date alla Gran Bretagnaper decidere sulla Brexit, il 22 maggio e il 12 aprile, a seconda di come voterà la Camera dei Comuni sull’accordo di ritiro. “Il primo ministro britannico Theresa May – ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk in conferenza stampa a Bruxelles la notte scorsa – ha ripetuto la sua richiesta di prorogare la data al 30 giugno. Per quanto riguarda il rinvio, la nostra decisione prevede due scenari”. “Nel primo scenario – ha aggiunto Tusk – se l’accordo di ritiro verrà approvato dalla Camera dei Comuni la settimana prossima, allora il Consiglio europeo acconsente ad un rinvio della Brexit fino al 22 maggio”.

Essendo stato approvato l’accordo di ritiro, in questo scenario allora la data dell’uscita dall’Ue verrebbe rimandata al 22 maggio, appunto, che è l’ultimo giorno utile per evitare che il Regno Unito debba partecipare alle elezioni europee, essendo Stato membro alla data del voto. Nel secondo scenario, “se l’accordo di ritiro non viene approvato dalla Camera dei Comuni, il Consiglio Europeo acconsente ad un rinvio fino al 12 aprile, aspettandosi che il Regno Unito indichi una via per procedere. Questo significa che fino a quella data tutte le opzioni rimarranno aperte e che la data del precipizio verrà ritardata”.

Il governo britannico, prosegue Tusk, “avrà ancora la scelta tra accordo, no deal, un rinvio lungo o la revoca dell’articolo 50. Il 12 aprile è la data chiave per la decisione del Regno Unito, se tenere o meno le elezioni europee. Se non lo avrà ancora deciso entro allora, l’opzione di un rinvio lungo diverrà automaticamente impossibile”. “Qualsiasi rinvio – ricorda Tusk – deve essere approvato all’unanimità dei 27, con l’accordo dello Stato membro in questione. Ho incontrato più volte Theresa May, per assicurarmi che il Regno Unito accetti gli scenari di rinvio e ho il piacere di confermare che abbiamo raggiunto un accordo su questo”. Pertanto, assumendo che l’accordo di ritiro venga respinto di nuovo dal Parlamento britannico, il 12 aprile sarà “il momento della verità” per il Regno Unito, spiegano fonti dell’Eliseo.

La soluzione trovata permette di evitare di tenere un Consiglio europeo la settimana prossima nell’imminenza della data della Brexit, cosa che avrebbe sottoposto i leader Ue ad una “forte pressione”, come si faceva “all’epoca della crisi dell’euro, che non è proprio il modello migliore da seguire” per gestire la Brexit.

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