Andre Ingram è un ragazzo di 33 anni che non si è mai arreso. La sua storia sembra la versione cestistica del film “La ricerca della felicità” di Gabriele Muccino. Da quando è nato Andre ha dedicato la sua vita al basket cercando di raggiungere il suo sogno: giocare in NBA. Purtroppo per lui, per limiti tecnici, atletici, o solo per sfortuna, da giovane non riesce ad entrare nel giro. Dopo il college viene scelto al settimo giro di una serie minore (D-league) dagli Utah Flash. Si ritrova così a giocare una lunga carriera nelle serie minori. Tanto lunga da diventare il giocatore con più presenze e più canestri da tre punti della stoira della G-League.
Ma ad Andre non interessa, lui ci crede, è sicuro che prima o poi anche la sua possibilità arriverà. A chi gli consiglia di andare a giocare in Europa, dove avrebbe sicuramente più possibilità di mettersi in mostra e soprattutto di percepire uno stipendio migliore, lui risponde sempre no. Quando nasce il suo primo figlio preferisce arrotondare lo stipendio percepito in G-league dando ripetizioni di matematica piuttosto che lasciare gli States e perdere l’opportunità di realizzare il suo sogno.
Ha aspettato una carriera intera e alla fine ha avuto ragione lui. Lo scorso anno i Los Angeles Lakers lo hanno chiamato per giocare le ultime due partite della stagione. Ha esordito nella penultima partita di regoular season contro gli Houston Rockets. Una notte letteralmente da favola con 19 punti e 4 su 5 da tre punti. Il pubblico dello Staples Center che lo acclama gridando “MVP! MVP!” e i complimenti a fine partita di uno come Chris Paul. Ha guadagnato quasi la stessa cifra con il contratto per due partite firmato in quella occasione che con un anno di stipendio di G-League.
L’altra sera Andre è tornato in campo a distanza di quasi un anno. I Lakers hanno enormi problemi di infortuni e si sono ricordati ancora una volta di lui. Andre si è tolto ancora la soddisfazione di indossare la maglia dei Los Angeles Lakers con il numero 20 e il suo nome sopra. E ancora per 10 giorni avrà l’occasione di condividere il campo da gioco con Lebron James.
Di sicuro oltre alla matematica Andre Ingram potrà insegnare ai sui ragazzi il valore della perseveranza…
Marco Napoleoni
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