La Lazio ha vinto. Punto e basta. Meglio non ripensare all’ultima mezzora della squadra di Inzaghi: il campo sembrava lungo duecento metri, il pallone pesava dieci chili, gli avversari dell’Empoli correvano come matti, uscito Milinkovic Savic per un muscolo, adduttore destro, intossicato, la Lazio, già penalizzata dalle assenze di Luis Alberto e di Immobile, ha perso la lucidità e la saggezza necessarie, in riserva il serbatoio del carburante ed errori elementari in ripartenza dovuti alla nebbia davanti agli occhi per fativa evidente.
Fortuna che l’Empoli di Iachini abbia frullato football mai andando al tiro in porta ma buttando via almeno tre occasioni buone per riequilibrare il risultato fissato dal rigore di Caicedo. Lo stesso ecuadoriano si è infortunato nel finale e dunque la lista dei malati si allunga, anche se manca una settimana all’impegno di coppa contro il Siviglia. Visto nel finale Pedrito Neto, ne riscriveremo. La sciocchezza voluta dalla Lega e accettata da Lotito e Tare costa, dunque, cara, risultato a parte che consente alla Lazio di piazzarsi al quarto posto in attesa delle altre. Un week end di riposo non farebbe male alla testa e alle gambe.
Tony Damascelli
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