Per fortuna c’è il Napoli. Altrimenti che campionato sarebbe.
La Sampdoria fa finta di esistere nel derby cinematografaro tra De Laurentiis and Ferrero ma si deve arrendere alla partita perfetta della squadra di Ancelotti, lineare, veloce di gamba e di cervello, con tutti gli uomini al posto giusto e la capacità di trovare più soluzioni offensive.
Difficile trovare una ruga a questo Napoli e se proprio si volesse cercare un difettuccio ecco che Allan si trascina qualche scoria di mercato ma trattasi di asterischi in una prova completa, favorita dall’assenza di pressing dei doriani, eleganti, anche leziosi ma assai poveri di aggressività nella fase utile, lasciando Quagliarella come uomo solo al comando della prima linea contro il muro tirato su da quel fenomeno di Koulibaly.
Bene per Ancelotti che rimette le cose in ordine, recupera Hamsik e lucida i piedi di Mario Rui tra i migliori nei novanta minuti.
Il Napoli, dunque, più tigre che ciuccio, resiste in seconda posizione mentre alle sue spalle c’è molta agitazione più che movimento.
Tony Damascelli
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