Attualità

Mogol: “Legge sulla musica italiana? Finalmente! Mahmood? Ecco cosa ne penso…”

Viene dall’ala leghista del parlamento una legge che, se approvata, fisserebbe al 33% il tetto minimo di canzoni italiane trasmesse dalle radio. E’ stata ideata dal deputati Moretti e, ovviamente, è diventata oggetto di dibattito tra chi dice che non abbia senso e chi la giudica una legge sovranista.

Su questo si è pronunciato anche Mogol, presidente della Siae e del CET (Centro Europeo Toscolano) nonché storico collaboratore di Lucio Battisti in alcune delle canzoni cult della nostra tradizione.

“Finalmente anche noi prendiamo decisioni giuste…”

A “Lavori in corso” infatti ha ribadito il suo plauso alla proposta di legge del deputato Moretti, definendola “una legge in favore della cultura popolare italiana lasciando spazio anche a canzoni inglesi, americane e di tutto il mondo“. Mogol ha accolto con entusiasmo la proposta accostando ogni possibilità di disegni sovranisti o nazionalisti: “Mi pare una legge inferiore anche a quella francese che mi sembra del 40-50%. Anche noi abbiamo preso finalmente una decisione positiva, stiamo aspettando da chissà quanti anni una legge sulla musica. Non vedo come ci si possa scandalizzare di una legge che preveda un terzo del tetto minimo, sarebbe sovranista se prevedesse il 70%. Sinceramente non ho capito perché ogni volta che facciamo queste leggi si gridi allo scandalo.

Nel 30% delle canzoni c’è anche il repertorio delle canzoni degli anni 80 che sono universalmente conte come straordinarie“, ribadisce a chi critica la possibile decisione di tutela della musica italiana, etichettandola come di bassa qualità in confronto al pop-rock anglosassone, “per cui non vedo quale sia il problema“, ha sostenuto Mogol in tono scontato.

Sanremo e il suo giudizio su Mahmood

Meno scontato è invece il suo giudizio sull’edizione di Sanremo appena conclusa: “Non l’ho visto“, dice, “però ho sentito la canzone e vincitrice. E’ una canzone carina poi lui mi sembra un bravo ragazzo“, Qualcosa da ridire però ci sarebbe: “Forse il testo potrebbe avere un’aggiustatina perché non è proprio professionale, però oggi ho parlato con una radio e ho detto che noi offriremo volentieri e gratuitamente al ragazzo un testo per diventare autore diplomato al CET“.

Redazione

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