Finisce tre a tre tra Inter e Fiorentina. È successo di tutto e di più. Gol belli, errori, vento, rimonte. Ma soprattutto Var, che offre un rigore a testa e toglie una rete viola. Prendo per buono (nonostante qualche dubbio sul penalty viola) il Var, visto quanti ci lavorano e come stanno attenti.
Resta una constatazione: è un altro calcio. L’arbitro, tanto per dire, aveva visto in modo diverso. Lui in campo e a un passo, ma chiamato a decidere in un battito di ciglio. Che si fa, allora, si torna indietro? Non si può. Ma una cosa si dovrebbe fare: mostrare al pubblico ciò che stanno osservando gli arbitri davanti ai monitor. La gente almeno capirebbe.
Prendiamo dunque questo pari. Che vuol dire? Che l’Inter senza Icardi fa gol, che Perisic gioca per due e si arrabbia quando Politano festeggia il gol con un gesto alla Icardi. In sostanza: senza Icardi si segna molto di più e la squadra fa gruppo. Nello stesso momento l’imperforabile difesa dell’Inter fa acqua.
Il Milan ora è più vicino e la Roma pure. Si apre un’altra partita, quella, imprevista, per il terzo posto Chiampions.
La Fiorentina non è il Rapid Vienna e si sapeva. Chiesa non si tiene e Muriel trasforma una punizione incredibile. Nell’insieme due buone squadre, con pregi e difetti e momenti sì e momenti no. Partita di fuoco, in ogni caso.
Roberto Renga
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