Per fortuna di Allegri il Bologna non è l’Atletico di Madrid. Altrimenti sarebbero state altre e nuove botte per la Juventus brutta che più brutta non si potrebbe. E invece è salvata da un gol di Dybala, il calimero del gruppo, l’argentino che farà la stessa fine del suo ex compatriota Higuain, perché in casa juventina esistono pregiudizi e preconcetti verso alcuni soltanto mentre per altri vige la protezione civile.
Per esempio Rugani che non ne azzecca una o Bentancur che si limita all’ordinaria amministrazione o Bernardeschi impiegato prima a centrocampo, poi restituito all’ala ma sempre con un casino mai visto in ogni dove. Segnalo, poi, che nel solito, concitato finale con il Bologna all’assalto Pjanic, appena entrato in mischia, si è permesso un colpo di tacco al limite dell’area e Sansone ha fatto esplodere un tiro che ha trovato Perin reattivo a sbattere il pallone sul palo.
Aveva ragione Allegri quando aveva detto alla vigilia, se giocassimo oggi perderemmo di sicuro con l’Atletico. Perché la Juventus è sulle gambe, sbaglia le cose più semplici e ovvie, farfuglia football, i centrocampisti si muovono soltanto per linee orizzontali, Ronaldo è stato intossicato da questo nulla. Così il Bologna si ritrova con zero punti dopo aver molestato la Roma prima e la Juventus dopo, meglio giocando all’Olimpico e lineare contro i bianconeri. Si prosegue, dunque con la Juventus prima, come prima più di prima.
Tony Damascelli
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