Il terzo trimestre 2018 si caratterizza per una diminuzione dell’occupazione rispetto al trimestre precedente, in un contesto di calo della disoccupazione e aumento dell’inattività. Lo comunica l’Istat in una analisi in cui segnala come il numero di persone occupate diminuisce di 52 mila unità rispetto al trimestre precedente (-0,2%) a seguito del calo dei dipendenti permanenti e degli indipendenti non compensato dall’ulteriore aumento dei dipendenti a termine. Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,7%.
Sono dinamiche congiunturali del mercato del lavoro – spiega l’istituto – che riflettono il calo dei livelli di attività economica rilevato nello stesso periodo, con una flessione del Pil (-0,1%), dopo quattordici trimestri di espansione. Con riferimento all’input di lavoro, nonostante la flessione congiunturale del Pil, nel nostro Paese si rileva una crescita delle ore lavorate sia su base congiunturale (+0,5%) sia in termini tendenziali (+1,2%).
A ottobre, comunque, al netto della stagionalità, il tasso di occupazione rimane invariato e il numero di occupati mostra una sostanziale stabilità rispetto a settembre, sintesi del calo degli indipendenti e dei dipendenti a termine, dopo sette mesi di crescita, e di un aumento dei dipendenti permanenti.
Su base annua invece si registra una crescita di 147 mila occupati (+0,6% in un anno), dovuta ai dipendenti a termine e agli indipendenti (+316 mila e +53 mila, rispettivamente) a fronte del calo dei dipendenti a tempo indeterminato (-222 mila). Nel terzo trimestre del 2018 l’incidenza dei lavoratori dipendenti a termine sul totale dei dipendenti raggiunge il 17,9% (+1,7 punti). Si conferma poi – per il sedicesimo trimestre di fila – l’incremento degli occupati a tempo pieno; diminuiscono i lavoratori a tempo parziale, ad eccezione della componente involontaria per la quale l’incidenza sale al 64,0% (+2,9 punti) dei lavoratori a tempo parziale e all’11,6% del totale degli occupati.
L’Istat segnala un calo – congiunturale e tendenziale – del tasso di disoccupazione, un andamento che si associa a un aumento del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni. A ottobre invece la crescita del tasso di disoccupazione è contestuale al calo di quello di inattività.
Su base annua per il sesto trimestre consecutivo prosegue a ritmi più sostenuti la diminuzione dei disoccupati (-332 mila in un anno, -12,1%) che interessa entrambi i generi, le diverse aree territoriali e tutte le classi di età. Dopo dieci trimestri di calo ininterrotto, tornano a crescere gli inattivi di 15-64 anni (+79 mila, 0,6%) a seguito dell’aumento tra i giovani.
Nei dati di flusso diminuiscono le permanenze nell’occupazione, soprattutto per i giovani di 15-34 anni e gli stranieri. Dalla disoccupazione aumentano principalmente le transizioni verso l’inattività, che più spesso coinvolgono i giovani di 15-24 anni e le donne.
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