Giuseppe Statuto agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta

E’ stato emesso, dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma, un ordine di custodia cautelare nei confronti di Giuseppe Statuto, imprenditore cinquantunenne di origini casertane.

L’uomo, posto agli arresti domiciliari, resi effettivi dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, è ritenuto dalla procura responsabile, insieme al suo braccio destro Massimo Negrini, della bancarotta fraudolenta della Brera S.r.l.

Stando a quanto emerso, infatti, dalle indagini, Giuseppe Statuto sarebbe stato “protagonista di rilevanti iniziative speculative, soprattutto nel settore immobiliare”, indirizzando nel tempo il business del suo gruppo aziendale, a cui fanno capo centinaia di persone, verso la gestione di alberghi di lusso nelle città di Venezia, Milano e Taormina.

Dagli approfondimenti investigativi, portati avanti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, è stato rilevato anche che gli arrestati “hanno distratto dal patrimonio della società fallita oltre 8 milioni di euro, relativi a un credito vantato verso la società controllante, la Michele Amari Srl, trasferendolo fittiziamente a due società con sede a Lussemburgo appartenenti allo stesso gruppo e rendendolo ” come si legge nel provvedimento “di fatto irrecuperabile, mediante un complesso intreccio di negozi giuridici fraudolenti, indice dell’elevata professionalità degli indagati”.

Nello specifico il credito, inizialmente composto da somme che giacevano su un rapporto di conto corrente cointestato alla “Brera” e alla “Michele Amari”, è stato trasformato in un finanziamento fruttifero infragruppo concesso, in successione, a due persone giuridiche anonime lussemburghesi con una situazione economico-patrimoniale estremamente compromessa.

Ma questa condotta, perpetrata da Giuseppe Statuto e Massimo Negrini, non sarebbe stata “occasionale o sporadica”: come sottolinea il gip nell’ordinanza, l’azione rientra “in un più ampio disegno criminale”, messo in atto dai due soci indagati attraverso “la creazione di società al solo scopo speculativo, le quali sono state sistematicamente e in maniera preordinata portate al fallimento, come di fatto sta avvenendo per numerose società del gruppo Statuto”.

I fatti contestati a Statuto e a Negrini, i quali hanno occultato parte della documentazione contabile per impedire agli investigatori di risalire alle loro responsabilità in merito, hanno provocato il dissesto e il successivo fallimento della Brera, dichiarato nel 2016, con un passivo pari a oltre 32 milioni di euro, gran parte dei quali nei confronti del Fisco.

Redazione

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