ALLA FINE, VITTORIA

All’ultimo secondo abbiamo spezzato le reni agli Stati Uniti. Impresa storica, nel senso che l’Italia è riuscita a trovare il gol della liberazione, meritata d’accordo ma sofferta come non sarebbe dovuta essere visto l’avversario e i trombettieri che stanno accompagnando questa nostra avventura di rinascita dalla vergogna e dall’umiliazione. Molti errori, troppe imprecisioni in fase offensiva, cambiando l’ordine e i cognomi degli attaccanti non ne viene fuori uno che valga la qualifica.

Lasagna è stato il migliore degli yankee, sbagliando tutto quello che è possibile per un attaccante. Non è il caso di stupirsi, il ragazzo vanta due gol in tutto con l’Udinese, gli sono bastati, però, per indossare la maglietta azzurra che una volta premiava davvero il migliore ma, da un po’ di tempo, viene consegnata alla qualunque. Mancini ha aspettato il minuto ottantasei per toglierlo dalla festa, inserendo Politano che avrebbe poi liberato dall’ansia e dall’imbarazzo. Buone cose le ha offerte l’urbinate Sensi che con il Sassuolo non ha dimostrato la stessa personalità illustrata ieri sera, Verratti ha alternato, come sempre e per sempre, qualche idea geniale e palloni persi per presunzione, segnalato sempre in protesta verbale con l’arbitro, meno brillante Barella, impalpabili Chiesa e Berardi, decenti De Sciglio e Acerbi, autoritario Bonucci autore di un passaggio colossale per lo sciagurato Lasagna di cui sopra.

Questa storia del coro idiota che accompagna ogni calcio di rinvio del portiere avversario, copiato dalle abitudini dei sodali inglesi più scemi ancora (“gooo shit!”) è la sola cosa che contraddistingue i tifosi italiani a cortissimo di idee. Per il resto anche l’invasione pacifica di un “paisà” che è andato ad abbracciare un paio dei nostri, ha fatto parte della sagra italiana nelle Fiandre. Adesso torna il campionato, per fortuna di tutti. Avremo di nuovo i campioni, i fuoriclasse, i fenomeni, tutta quella roba lì che riempie titoli e bocche di chi deve vendere il prodotto e si aggrappa anche alle promesse e premesse di casa nostra. Per la nazionale verranno giorni e gol migliori. O no?

Tony Damascelli

Tony Damascelli

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